Hotel Genova
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| Genova | |
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| Regione: | Liguria |
| Provincia: | Genova |
| Frazioni: | vedi: quartieri di Genova |
| Comuni contigui: | Arenzano, Bargagli, Bogliasco, Bosio (AL), Campomorone, Ceranesi, Davagna, Masone, Mele, Mignanego, Montoggio, Sant'Olcese, Sassello (SV), Serra Riccò, Sori, Tiglieto, Urbe (SV) |
| Nome abitanti: | genovesi (in ligure: zeneixi) |
| « Se pace tu porti, accostati pure a queste porte, se guerra tu cerchi, triste e battuto ti ritirerai. L'Oriente e l'Occidente, il Nord ed il Sud sanno su quali enormi fremiti di guerre io - Genova - abbia prevalso » |
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(da un'iscrizione medioevale sull'antica Porta Soprana)
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Genova (Zena in ligure, pronuncia /'zena/) è il capoluogo dell'omonima provincia e della regione Liguria.
Metropoli di mare, e città dalla gloriosa storia, capitale del Genovesato, forte di antiche tradizioni legate alla cultura della marineria non solo di area mediterranea, Genova è conosciuta con gli appellativi di Superba o Dominante dei mari, ed è oggi una delle più importanti e popolose aree metropolitane italiane con 878.000 di abitanti[2].
Il suo hinterland, non istituzionalizzato ufficialmente, corrisponde all'area d'influenza genovese, specialmente sotto l'aspetto dell'economia, quindi il territorio orientale della Provincia di Savona, la Val Bormida, la pianura alessandrina e per ragioni oltre che economiche anche storico-culturali e sociali, le aree dell'oltregiogo del Basso Piemonte e del circondario di Bobbio.
L'Area metropolitana di Genova vera e propria coincide, per ragioni economiche, logistiche, culturali ed infrastrutturali con l'attuale Provincia di Genova, una piccola parte occidentale della Provincia della Spezia, la parte orientale della Provincia di Savona e più precisamente il Comprensorio di Savona e quello della Val Bormida.
Già sede dell'industria pesante (oggi in gran parte dimessa o delocalizzata) e tuttora importante polo economico, ha saputo far rifiorire la sua attività portuale tanto che il suo scalo è tornato a competere nel ramo mercantile con quello francese di Marsiglia-Fos per il primato in area mediterranea[3].
Genova è stata nel 2004 Capitale europea della cultura e, nel 2006, una parte del suo centro storico è stata inclusa fra i patrimoni dell'umanità UNESCO.
| Per approfondire, vedi la voce Rolli di Genova. |
Geografia fisica
| Per approfondire, vedi la voce Territorio di Genova. |
Il territorio del Comune di Genova misura 243 km², ed è composto da una sottile fascia costiera alle cui spalle si ergono colline e monti anche di notevole altezza (il punto più alto del territorio comunale è la vetta del monte Reixa, posta a 1.183 metri sul livello del mare. Il territorio comunale, nella sua porzione occidentale, raggiunge ed in alcuni punti oltrepassa lo spartiacque appenninico (in corrispondenza dell'alto corso del torrente Stura), ed arriva a confinare direttamente con la regione geografica del Basso Piemonte (comune di Bosio).
La fascia costiera, da Vesima a Capolungo di Nervi, è lunga circa 42 km, ed è orientata da O-NO verso E-SE. Ad esclusione delle frazioni di Vesima e Crevari, Genova appartiene geograficamente alla Riviera di Levante (considerando come confine convenzionale la foce del torrente Leira, che corrisponde al punto più settentrionale del mar Ligure).
A metà strada tra Vesima e Capolungo si apre l'anfiteatro naturale del Porto di Genova, racchiuso a ponente dalla collina di San Benigno (parzialmente spianata durante il fascismo per le esigenze portuali), a levante dalla collina che da Carignano sale al Righi fino a congiungersi, all'altezza del Forte Sperone, con quella di San Benigno.
All'esterno dei due contrafforti scorrono i due torrenti principali della città: a levante il Bisagno, che termina la sua corsa nel quartiere della Foce; a ponente il Polcevera, che divide Sampierdarena da Cornigliano. Si delineano così cinque zone principali: il centro; la Valpolcevera; la Valbisagno; il ponente; il levante.
Clima
| Per approfondire, vedi le voci Clima di Genova, Stazione meteorologica di Genova Centro e Stazione meteorologica di Genova-Sestri Ponente. |
Il clima di Genova è complessivamente temperato marittimo, mediterraneo di transizione, influenzato sovente da influssi atlantici.
Si caratterizza per scarse escursioni termiche giornaliere, in media di circa 6 °C in tutte le stagioni, temperatura media annuale di +15,6 °C, i valori termici stagionali sono compresi tra i +8,0 °C di gennaio e i +23,9 °C di luglio, i valori di umidità relativa risultano elevati, specie in estate e nelle stagioni intermedie.
I venti spirano prevalentemente dai quadranti settentrionali in inverno, mentre quelli meridionali tendono a essere prevalenti in primavera e all'inizio dell'autunno.
Le piogge mediamente ammontano a 1072 mm annuali e sono presenti durante tutti i dodici mesi dell'anno, con massimi tra settembre e novembre e minimo estivo in luglio.
Nonostante il carattere complessivamente temperato, non sono inusuali in inverno episodi di neve, favoriti dal fenomeno tutto genovese detto della tramontana scura.
Data la peculiarità del territorio cittadino, si può però affermare che ogni quartiere di Genova goda, all'interno di questo quadro generale, di un topo-clima che lo contraddistingue dal resto della città per temperatura, umidità, piovosità e insolazione.
Storia
Toponimo
L'origine del nome Genova viene fatto risalire ad una radice indoeuropea *geneu- ("ginocchio") oppure *genu- ("mascella, bocca")oppure la più fondata: "ienua", che in latino significa "porta". Infatti Genova, per gli antichi Romani, era la "porta", il confine tra l'impero Romano e la provincia Gallica. Il toponimo potrebbe anche riferirsi ad una qualche caratteristica fisica del sito sul quale sorse il primitivo oppidum di Genova: nel caso di *geneu potrebbe indicare l'insenatura del Porto Vecchio, simile alla curvatura interna del ginocchio, mentre genu- sarebbe un'allusione alla foce ("bocca") di uno degli antichi corsi d'acqua del sito[4].
| “ | ... Vedrai una città regale, addossata ad una collina alpestre, superba per uomini e per mura, il cui solo aspetto la indica signora del mare ... | ” |
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—Francesco Petrarca, 1358, Itinerarium breve de Ianua ad Ierusalem |
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A corroborare questa evidenza è il fatto che la maggioranza dei linguisti considerino Genua e Genaua (Ginevra) varianti dello stesso nome[4] (la posizione geografica e la forma di Ginevra, posta all'estremità del Lemano, ricordano non a caso quella di Genova).
La leggenda vuole invece che derivi dal nome del dio romano Giano[5], perché, proprio come il Giano bifronte, Genova ha due facce: una rivolta verso il mare, l'altra oltre i monti che la circondano. La tradizionale fedeltà della popolazione Genuate a Roma, risalente alle guerre puniche, ha reso inevitabile che successivamente, in epoca medievale, la tesi romana venisse presa in maggiore considerazione e che la città assumesse il nome latino di Ianua, derivandolo direttamente da Janus, ovvero Giano.
Gli antichi romani consideravano Giano come l'iniziatore dell'uso della moneta nella società ed il protettore di tutti i passaggi: della porta di casa, delle Porte di accesso alle città, dei porti e dei valichi (denominati appunto anche porte). Ciò trova un solido riscontro tutt'oggi nel fatto che Genova sia considerata e spesso chiamata "la porta d'Europa sul Mediterraneo".
La porta ha un'importanza particolare nella cultura architettonica genovese e questo rapporto si palesa sia negli antichi portali, decorati e sullo stipite dei quali è posto un bassorilievo, spesso raffigurante San Giorgio che uccide il drago o altre scene di santi, sia nelle porte che nei vari secoli si sono aperte lungo le mura della città, e nel valore simbolico loro dato. Nella Cattedrale di San Lorenzo esiste una sua immagine con la scritta Ianus Primus Rex Italiae
L'immagine ambivalente del Giano bifronte, che guarda al passato e vede il futuro, Genova - città proiettata al futuro ma che sa guardare al proprio passato - la rispecchierà sempre, anche nei suoi simboli, in particolare nel Grifone (con la fierezza del leone e la nobiltà dell'aquila, vicino a Dio e forte in terra), nella propria vocazione di luogo di servizi, nelle sue istituzioni, nelle sue tradizioni.
Il nome della città in dialetto genovese ha subito una contrazione: in passato veniva chiamata Zenoa (pronuncia Senua, con la esse sonora), mentre oggi viene chiamata Zena (pronuncia Sena, sempre con la s sonora).
Genova e la Repubblica
| Per approfondire, vedi la voce Storia di Genova. |
| Repubblica marinara |
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Genova, assieme a Venezia, Pisa ed Amalfi, fu una delle Repubbliche marinare che dominarono la scena mediterranea ed europea durante il basso medioevo e il rinascimento. In quest'epoca Genova era conosciuta anche come "La Dominante dei mari", questo grazie alla posizione di predominanza che raggiunse a livello internazionale, soprattutto in campo economico e commerciale oltre che - nella sua prima fase - in quello militare. |
La storia di Genova è la storia dei suoi abitanti che furono (o furono definiti), al tempo stesso, signori del mare, mercanti e guerrieri capaci, se del caso, di inaudita ferocia. Seppero dare vita, in epoca di dominanze, ad una propria repubblica, la Repubblica di Genova, nata dal libero comune, che si resse in otto secoli su diverse forme di governo: dalla forma consolare a quella dogale a quella, infine, oligarchica. La sua politica si fondò comunque sempre su di un disegno di dominio regionale, studiato e portato avanti sin dagli albori.
Il dominio sulla riviera ligure e la costruzione di un'imponente flotta, al tempo stesso militare e mercantile fu di vitale importanza per dare impulso alla nascita di uno stato che per oltre quattrocento anni basò la propria esistenza sulla diplomazia e sulla neutralità, oltre che sul commercio.
Il detto - di un poeta anonimo - "Genuensis, ergo mercator", ossia "Genovese quindi mercante" - fu mirabile sintesi di quel mercanteggiare così famoso nel mondo sul quale i genovesi basarono un impero coloniale fondato su colonie oltremarine che andava dall'Iraq alle Canarie, dall'Inghilterra alla Palestina (raggiunta fin dalla prima crociata), racchiudendo nel proprio pugno tutto il mar Mediterraneo occidentale e il mar Nero, definito il Lago genovese, e tenendo testa quando non ponendo sotto il proprio controllo tre imperi: quello Svevo, quello Bizantino e quello Asburgico, del quale ultimo i genovesi controllavano l'economia ed il commercio. Caffa, Solcati, Tana, Chio, Focea, Metelino, Pera non sono che alcune fra le tante Genova che i mercanti della Superba fecero risplendere nei commerci.
Perso il proprio potere sui mari, ma non sui mercati del mondo, nel 1797 l'onda lunga della rivoluzione francese investì anche la repubblica che pagò la sua condizione di neutralità con insostenibili pressioni esterne che la portarono all'occupazione nel 1805 ed alla successiva annessione all'impero napoleonico.
Nel 1814, a seguito della capitolazione di Parigi, Genova fu occupata dalla marina inglese che formò un Governo provvisorio, paventando un ritorno allo status quo ante. Nel 1815, invece, le potenze europee, in gran parte debitrici dell'antico Banco di San Giorgio decisero la soppressione della repubblica e l'annessione al Regno di Sardegna, malgrado i disperati tentativi del doge a Vienna per mantenere l'indipendenza e la reciproca antipatia - per dir così - con i monarchi sabaudi.
Simboli
La bandiera di Genova è costituita da una croce rossa su campo bianco: è detta anche croce di San Giorgio e nell'antichità era simbolo dei pellegrini che si recavano presso i luoghi santi del Cristianesimo e che dopo il 1095, anno di conquista di Gerusalemme da parte dei Turchi selgiuchidi, mossi in gran parte (in un primo momento) da spirito sincero di missione, decisero di prendere la croce ed armarsi per liberare la terra ove nacque e visse Gesù Cristo, in risposta ai ripetuti attacchi subiti dai Turchi, decisi - soverchiati gli Arabi - a spingersi alla conquista dell'impero Bizantino.
La simbologia del Salvifico vessillo della vera croce - come Jacopo da Varagine indicò la croce di San Giorgio - determinò nel medioevo, per i pellegrinaggi armati, l'appellativo di crociate cristiane.
L'uso del vessillo da parte dei Genovesi pare risalire ad epoche remote, quando l'esercito bizantino stanziava nella città ed il vessillo della guarnigione (una croce rossa in campo bianco) veniva portata in omaggio nella piccola chiesa di San Giorgio.
Nel 1190 Londra e l'Inghilterra chiesero e ottennero la possibilità di utilizzo della bandiera crociata per avere le loro navi protette dalla flotta genovese nel Mar Mediterraneo e in parte del Mar Nero dai numerosi attacchi di pirateria; per questo privilegio il monarca inglese corrispondeva al Doge della Repubblica di Genova un tributo annuale. L'Inghilterra, la città di Londra e la Royal Navy issano tutt'oggi la bandiera di San Giorgio ed è la loro bandiera nazionale.
Erroneamente lo storico Francesco Maria Accinelli indica lo stemma milanese come derivazione di quello genovese ("E mandati dalla Repubblica 500 balestrieri con la suddetta insegna in soccorso dei Milanesi nel 1247, espugnata col loro valore la città Vittoria nuovamente fabbricata da Federico II vicino a Parma, vollero i Milanesi per maggiore onore assumersi dello stendardo de' Genovesi l'insegna"), che invece risale al 1066[6], quando l'effige venne consegnata ufficialmente dal papa Alessandro II (il milanese Anselmo da Baggio) ad Erembaldo, capitano del popolo di Milano in rivolta contro l'Impero.

